In breve
I tarli del legno sono le larve di alcuni coleotteri che scavano gallerie dentro mobili, travi e parquet. Li riconosci dai fori sulla superficie e dalla polverina chiara che ne esce: se la polvere è fresca, l'attacco è ancora attivo. Si prevengono con legno protetto, ambienti asciutti e controlli regolari.
Cosa sono i tarli del legno?
Il tarlo non è un singolo insetto: è il nome comune delle larve di diversi coleotteri che si nutrono di legno, detti insetti xilofagi. La femmina adulta depone le uova nelle fessure, nei pori o nei vecchi fori del legno. Le larve scavano gallerie all'interno anche per diversi anni, poi diventano adulti ed escono aprendo un foro. Il ciclo ricomincia, spesso nello stesso mobile.
Per questo i fori che vedi sono fori di uscita, detti di sfarfallamento, e non di entrata. Quando compaiono, le larve hanno già lavorato a lungo e il danno interno può essere più esteso di quello che si vede.
I tarli più comuni in casa
- Tarlo comune dei mobili (Anobium punctatum): attacca mobili, cornici, infissi e travi. Lascia fori tondi di uno o due millimetri e una polverina granulosa. È favorito dagli ambienti umidi.
- Capricorno delle case (Hylotrupes bajulus): attacca soprattutto il legno di conifere, come abete e pino, usato per travi e tetti. Lascia fori di uscita ovali e più grandi e può svuotare il legno lasciando intatto uno strato sottile in superficie. È il più pericoloso per le strutture.
- Lyctus: attacca soprattutto parquet, compensati e mobili in legni di latifoglie, come rovere e frassino. Lascia fori piccoli e tondi e una polvere finissima, simile al talco.
Come capire se ci sono i tarli in un mobile o in una trave?
Il segno più chiaro è la polverina, chiamata rosume, che esce dai fori e si accumula sotto il mobile o sul pavimento. Gli altri indizi:
- fori tondi o ovali sulla superficie, isolati o a gruppi;
- legno che si sbriciola o cede se lo premi con un cacciavite;
- piccoli coleotteri vicino ai mobili o alle finestre, di solito tra la tarda primavera e l'estate, quando gli adulti escono dal legno;
- nelle travi colpite dal capricorno, a volte, un leggero rumore di rosicchiamento nelle ore di silenzio.
Come capire se i tarli sono ancora vivi?
Guarda la polvere e l'interno dei fori. L'attacco è probabilmente attivo se la polverina è chiara e fresca e si riforma dopo che l'hai pulita, e se i fori hanno bordi netti e l'interno chiaro, del colore del legno nuovo.
È probabilmente vecchio se i fori sono scuri all'interno, sporchi o coperti da cera e vernice, e per mesi non esce polvere nuova.
Tarli o termiti: come distinguerli?
Dai fori. I tarli lasciano fori di sfarfallamento e spingono fuori la polverina. Le termiti invece vivono in colonie, non hanno fori di sfarfallamento, svuotano il legno dall'interno lasciando la superficie quasi intatta e, nel caso delle termiti sotterranee, costruiscono cordoni di terra sui muri. Il danno e il trattamento sono diversi: se hai dubbi, leggi come riconoscere le termiti.
Come proteggere mobili e strutture dai tarli
Con legno protetto, ambienti asciutti e controlli regolari. La prevenzione costa poco e fa risparmiare molto.
- Scegli legno stagionato e protetto: vernici, cere e impregnanti chiudono pori e fessure dove la femmina depone le uova. Evita il legno grezzo negli ambienti umidi.
- Tieni gli ambienti asciutti e areati: arieggia cantine, soffitte e stanze chiuse e, se serve, usa un deumidificatore.
- Controlla i mobili usati o antichi prima di portarli in casa: un mobile con tarli attivi può contagiare quelli vicini.
- Non tenere a lungo la legna da ardere in casa o accanto ai mobili: spesso contiene larve.
- Ispeziona regolarmente mobili, travi, infissi, cornici e parquet, e intervieni ai primi segni.
E gli oli essenziali di lavanda, menta o tea tree? Non raggiungono le larve dentro le gallerie e possono macchiare il legno: non sono una protezione affidabile.
Cosa fare se hai i tarli in casa?
Prima capisci se l'attacco è attivo e quanto è esteso. Su un piccolo oggetto il danno è spesso limitato. Su travi, solai e tetti il discorso cambia: una trave molto colpita può perdere resistenza e va valutata da un tecnico e, se serve, da un ingegnere.
Il trattamento dipende dal tipo di tarlo, dal legno e dall'oggetto. In generale si va dai prodotti specifici applicati in profondità nel legno a metodi senza insetticidi, come il calore controllato o l'anossia, cioè la privazione di ossigeno, usati soprattutto per mobili e oggetti trasportabili. Le parti ormai compromesse vanno sostituite con legno trattato. Per un mobile antico o di valore conviene coinvolgere anche un restauratore.
Con noi si parte sempre da sopralluogo e diagnosi: individuiamo il tipo di tarlo, verifichiamo se l'attacco è attivo e solo dopo scegliamo il trattamento. Usiamo prodotti registrati presso il Ministero della Salute, applicati da tecnici formati, lasciamo un rapporto tecnico e programmiamo controlli periodici per evitare che il problema torni. Altre informazioni nella guida ai tarli del legno.
Domande frequenti
I tarli possono passare da un mobile all'altro?
Sì. Gli adulti escono dal legno e possono deporre le uova in mobili o travi vicini, soprattutto se il legno non è protetto. Per questo un mobile con tarli attivi va trattato presto.
Si può recuperare un mobile tarlato?
Spesso sì. Dopo aver eliminato i tarli, i fori si possono stuccare e le parti indebolite consolidare o sostituire. Per i mobili di valore è meglio affidarsi a un restauratore.
In che periodo dell'anno si vedono di più i tarli?
Tra la tarda primavera e l'estate, quando gli adulti escono dal legno. È il momento in cui compaiono fori e polverina nuovi ed è più facile accorgersi di un attacco attivo.



